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La saggezza della Prajñāpāramitā
“Onorato dal Mondo! La Prajñāpāramitā è veramente difficile da conoscere.”
“Subhūti, è perché non c’è colui che conosce!”
“Onorato dal Mondo, la Prajñāpāramitā è inconcepibile.”
“Subhūti, essa non può essere compresa con la mente.”
“Onorato dal mondo, la Prajñāpāramitā non è creata.”
“Subhūti, il creatore non è visto in nessun luogo.”
Sutra minore della Prajñāpāramitā
Qui ed ora la saggezza della Prajñāpāramitā è qualcosa di estremamente semplice e intuitivo. In realtà è così semplice che ogni tentativo di descriverla a parole crea delle complicazioni non necessarie, e da qui il consiglio diretto del Buddha, “mettiti il cuore in pace, la cosa di cui stiamo parlando non può essere compresa con la mente.” Ma è importante chiarire una cosa, oppure rischieremo di cadere nel vortice di inadeguatezza che sembra minacciare ogni nostro sforzo di comprendere a fondo la pratica della meditazione o, potremmo dire, il mistero della coscienza. Non è che non possiamo capire perché non siamo bravi abbastanza, perché non abbiamo meditato abbastanza a lungo, perché abbiamo la testa invasa dai pensieri, o perché non sappiamo il Sanscrito. Il Buddha ci sta dicendo che non la possiamo capire perché questa saggezza non è un oggetto che possa essere raccolto e manipolato dalla nostra mente. In realtà, la Prajñāpāramitā ha valore solamente in prima persona, a distanza zero dal soggetto. In altre parole parla dell’essenza di chi siamo, del nostro essere più intimo e soggettivo, e non di qualcosa che si manifesta difronte a noi, e che possiamo vedere, osservare, capire o persino esperire. Proprio così, la saggezza che il Buddha sta cercando di indicarci si trova nello spazio che precede persino l’esperienza.

Ma proviamo a fare questo in modo pratico e intuitivo, dimenticando per qualche istante la frustrazione di questa mente che cerca di capire, e segretamente di trarre un qualche vantaggio personale da queste esplorazioni. Prendiamoci qualche momento per riconoscere cosa sta succedendo. Magari stiamo leggendo queste parole animati da un senso di urgenza, oppure sospinti da una sorta di dovere spirituale. Lasciamo andare tutto questo e rilassiamoci nel cuore di ciò che è. Siamo seduti da qualche parte, difronte a noi c’è uno schermo, e dietro di esso si apre un contesto particolare: un angolo di muro, uno scorcio di rami e foglie, qualche quadro, una stanza ordinata. Tutto questo è percepito con estrema chiarezza e profuma di reale; nonostante questo, siamo consapevoli che gli oggetti e i mille contenuti di questo contesto - inclusi i nostri stessi pensieri - in realtà potrebbero essere un sogno o un’allucinazione. Diamoci qualche secondo per osservare la nostra stanza, e per chiederci consciamente, “questo è forse un sogno?” La realtà è che tutti i contenuti dell’esperienza possono essere dubitati, eppure, nonostante questo, rimane qualcosa di impossibile da dubitare; qualcosa di così ovvio e così chiaro che ci sembra persino sciocco riconoscerlo. Questa cosa è difficile da mettere a parole, ma può essere descritta come la realizzazione che, “qui c’è coscienza” oppure “qui c’è soggettività.”
Sostiamo qualche istante nel cuore di questo presentimento e poi andiamo ad indagare più a fondo. Istintivamente interpretiamo questa situazione in questo modo, “la fuori ci sono gli oggetti, le varie impressioni sensoriali, e qui dentro c’è il soggetto, colui o colei che esperisce.” Andiamo a cercare questo soggetto. Dove si trova veramente? Che colore ha? Ha una forma e dei confini ben definiti? Quando rigiriamo l’attenzione verso l’interno e cerchiamo di identificare il soggetto dell’esperienza, generalmente succedono due cose: la mente diventa confusa; pensiamo, “non capisco” e questo ci mostra che il nostro approccio è ancora mentale e non intuitivo ed esperienziale. La seconda cosa che può accadere è che subentra un inspiegabile senso di silenzio e di quiete, e questo è il nostro primo contatto con il mondo della Prajñāpāramitā, o il mondo della coscienza libera da ogni identificazione.

“Onorato dal mondo! La Prajñāpāramitā è veramente difficile da conoscere.”
“Subhūti, è perché non c’è colui che conosce!”
Quando per qualche istante sganciamo l’attenzione dal mondo degli oggetti, e ci mettiamo alla ricerca del soggetto - ovvero quella parte dell’adesso che dice io sono - rimaniamo sbalorditi dallo scoprire che questi non ha forma, non ha posizione, non ha colore; è tutto e niente allo stesso momento, ed è un cuore che si riempie di meraviglia. Magari incontriamo persino un piccolo moto di paura, ed è lo spavento di scoprire la nostra innata assenza di confini e quindi la nostra essenziale libertà. Questo silenzio, questa tranquillità, o potremmo dire questo senso di pura coscienza e soggettività, non appare come qualcosa che abbiamo creato noi, con i nostri sforzi e la nostra determinazione.
“Onorato dal mondo, la Prajñāpāramitā non è creata.”
“Subhūti, il creatore non è visto in nessun luogo.”
Non è come la concentrazione, che per brevi momenti può sopprimere il pensiero o direzionarlo verso un obbiettivo ben definito. É una sorta di inciampo, e in questo capitombolo spirituale iniziamo a gustare - e non a capire!- cosa significhi non essere un individuo.
Prossimi incontri online & in presenza
Ciclo di incontri online sul respiro (Ultima possibilità di iscriversi)

In questa serie di quattro incontri online vorrei presentare e approfondire alcune tecniche di esplorazione meditativa legate al respiro. L’intenzione è quella di utilizzare la respirazione consapevole per andare oltre all’illusione della separazione e per mettere in luce la dimensione libera della coscienza. I posti sono pochi. Preferisco limitare la partecipazione a 20 persone in modo da avere il tempo di confrontarmi con le problematiche e le domande di ognuno, quindi vi consiglio di iscrivervi il prima possibile.
Per iscriversi o per richiedere informazioni scrivetemi su: [email protected]
Ritiro residenziale di fine Agosto

Questo ritiro è un’occasione molto preziosa di dedicare cinque giornate intere all’esplorazione della meditazione e del nostro spazio interiore. Il contesto del ritiro sarà al contempo leggero e intensivo, bilanciando momenti informali con momenti di esplorazione approfondita. Ci sono meno di 20 posti quindi si consiglia a chi volesse partecipare di iscriversi al più presto. Per iscrizioni e informazioni sui costi e sul programma del ritiro scrivere a [email protected]
Giornata di esplorazione meditativa a Pianezza (TO) - Domenica 28 Giugno
Per info e iscrizioni scrivere a Mariella: [email protected]