- Spazio Aperto
- Posts
- E' tutto Qui
E' tutto Qui
Riconoscere la realtà semplice del presente
Cosa sono le mie relazioni, se non una storia intrecciata a brevi istanti di vita? Sono convinto che laggiù, in un luogo chiamato Vietnam ci sia la madre della mia compagna, e che la relazione con questa persona sia qualcosa da curare e intrattenere, con attenzione e fatica. Ma è proprio così? Dov’è il Vietnam? Le parole di un vecchio koan riecheggiano nella mente, “questa è l’india, l’india è qui.” Sono parole che un maestro realizzato ha rivolto a un pellegrino, che dal Vietnam stava per intraprendere il viaggio arduo verso la mistica terra del Buddha. Qui, India o Vietnam non sono che una parola, un suono, una vibrazione e l’intensità di sensazioni che l’accompagnano. Nient’altro che possa essere osservato o nominato da una mente chiara, inquisitiva e interessata. Abbiamo l’abitudine di infondere la nostra confusione con un’aria di misticismo, e in questo piccolo incantesimo viene a crearsi un laggiù e un dopo, elementi essenziali di ogni pellegrinaggio. Ma il vero pellegrinaggio non è verso l’India laggiù, in Asia, è invece diretto verso l’essenza di tutto ciò che è importante nella parola india; verso la sorgente stessa del misticismo e della bellezza con cui la parola non può che essere profumata. Questo è il pellegrinaggio dal laggiù al qui, dal dopo all’adesso, e non richiede nessuno spostamento fisico.

Ma il mio problema è più semplice e più umile di quello di questo antico pellegrino. Io so che da qualche parte nel mondo c’è la madre della mia compagna, e intrattenere questa relazione mi scarica addosso un senso di fatica e di costrizione. Tenere i contatti non mi è mai piaciuto. Per tanti anni ho pensato che fosse una mia inadeguatezza, o un’incapacità a socializzare; mi sono sempre detto, “tu sei un introverso e fai fatica a mantenere troppe relazioni nel tuo ambiente immediato, per non parlare di quelle a distanza.” Ho anche imparato ad essere un po’ più diligente con le mail, a rispondere alle persone e a cercare di essere cordiale e di non lasciar trapelare troppo la mia forzatura; ma è un fardello che mi è sempre rimasto odioso.
Forse ora inizio a comprendere che in questa reticenza a mantenere i contatti c’era l’eco di una conoscenza rifiutata. Il fatto è che queste persone, qui ed ora, non ci sono; non le vedo, non le sento, e non sento nessuna compulsione ad immaginarle. É come se ci fosse un conflitto fra il mondo dei sensi e il cosiddetto buonsenso, e come se questa battaglia interiore mi lasciasse incapace di accettare completamente l’esistenza di individui al di fuori del mio ambiente immediato, ma non mi permettesse nemmeno di ignorarla. Il fatto è che riconosco la voce del buonsenso come la mia, e da essa si espande un giudizio pestifero sulla mia capacità o meno di intrattenere delle relazioni con una persona che non riesco a vedere. Con la credenza che laggiù, da qualche parte ci sia la madre della mia compagna nasce anche una contrazione al ventre, sulla quale vengono innestati pensieri di auto-giudizio, di inadeguatezza, e di colpa.
Dal punto di vista dei fatti, ho semplicemente ricevuto un messaggio su Facebook e nient’altro. Il messaggio è un po’ spiacevole perché parte da una piccola disarmonia fra madre e figlia, e su di me viene proiettato il ruolo del messaggero. Un ruolo che non mi va di rivestire e dal quale mi svicolo alla meglio. Sono di nuovo solo. Fuori ha ripreso a nevicare; fiocchi piccoli, misti a pioggia e ad un vento gelido. Il lago è increspato, e lo scuotersi dei rami spogli sembra quasi sorgere da un brivido di freddo. Descrivere l’ambiente mi acquieta e mi riporta qui, in questo luogo incomprensibile, e mi restituisce la mia preziosa solitudine.

Sento Anh Thu muoversi in corridoio, e poi la ascolto armeggiare in cucina; è più o meno reale di sua madre in Vietnam? La realtà è che anche se non è qui mi sembra estremamente vera, così come mi sembra vera sua madre, in capo al mondo. Mi rendo conto che tutte le mie relazioni sono vere solamente fintanto che io sono vero. Se io pretendo di esistere in quanto persona, allora tutte le mie relazioni acquisiscono spessore, peso, potere e un’incredibile inerzia. Ma se io mi limito ad essere questo semplice vedere, senza testa e senza immagine del corpo, la nuda manifestazione del presente, ecco che rimane solo il mio piccolo senso di disagio in pancia, e subito dopo nemmeno più quello.
Meditazioni mattutine - Live su Patreon
A partire da Lunedì 6 Gennaio fino a Lunedì 3 Marzo 2025, offrirò delle brevi sessioni di pratica mattutine (30 minuti dalle 7:00 alle 7:30), per iniziare la giornata con un momento di esplorazione di sé e dell’esperienza. Queste sessioni saranno trasmesse Live per tutti gli iscritti al Canale Patreon. Per chi non ne fosse a conoscenza Patreon è un canale a pagamento che mi permette di pubblicare tutte le registrazioni degli eventi di pratica che organizzo. Iscriversi a questo canale è il modo più semplice di sostenermi e di contribuire allo sviluppo delle pratiche che condivido, avendo accesso a un ampio archivio di insegnamenti, pratiche e esercizi di presenza. Qui sotto troverete il link della prima sessione di pratica mattutina.
Condivido con voi anche un estratto dalla sessione finale dello scorso Ritiro Urbano a Torino. E’ un’esplorazione sul tema della guarigione delle nostre ferite, e delle ferite dei nostri antenati. Buona pratica!
