Vivere nell'autenticità

Il maestro Linh-chi sul problema dell'autenticità

Linh-chi si presentò difronte alla sua congregazione e disse: “C’è un uomo autentico senza posizione che entra ed esce dai vostri volti… guardatelo!” 
Un discepolo si fece avanti e chiese, “Maestro, che cos’è l’uomo autentico senza posizione?”
Linh-chi afferrò il giovane monaco per la veste e gli disse, “L’uomo autentico senza posizione, quel gran pezzo di merda!”

Linh-chi records

Da che mondo è mondo, le nostre vite hanno ondeggiato fra uno stato di autenticità e apertura e uno stato di rigidità e controllo. Nei periodi più leggeri e spensierati dell’infanzia l’autenticità era il fattore dominante; era la quasi costante presenza del gioco, della gioia e di una sorta di abbandono in tutto ciò che facevamo. Tutto poteva diventare una ragione per divertirsi e sostare nella sorgente stessa del benessere e della vitalità. Nonostante questo, già in tenera età abbiamo iniziato a fare esperienza di spasmi che ci rinchiudevano temporaneamente in un mondo di sconforto e paura. Questi momenti erano come una sorta di crampo dell’essere, che dal suo stato aperto e sconfinato, in pochi istanti diventava uno spazio angusto, asfissiante, e intimamente legato a un problema. Il problema poteva essere qualsiasi cosa; da una vera e propria crisi familiare, all’obbligo di condividere un gioco con un’entità aliena… un altro bambino. Il trauma costante di questi improvvisi moti di contrazione è ciò che chiamiamo crescere, e ad un certo punto della nostra vita - generalmente durante l’adolescenza - prendiamo residenza fissa in questo stato collassato del nostro essere. Di li in poi l’autenticità viene circoscritta a dei brevissimi istanti di bellezza ed apertura, che di tanto ci sorprendono, gettando un fugace raggio di luce su giornate quasi interamente dedite a intrattenere il mondo di pensiero in cui abbiamo messo radici. 

Questi brevissimi istanti di pace, gioia e completezza sono ciò che Linh-chi - una delle figure principali dell’età d’oro dello Zen - chiamava uomo autentico senza posizione. Sono i momenti in cui non siamo identificati con la nostra storia, la nostra immagine, o i nostri mille ruoli, e possiamo finalmente esprimere liberamente la totalità di ciò che siamo. É come tirare un sospiro di sollievo; come uscire da una stanza buia e soffocante e ritrovarsi in uno spazio aperto, riempito dei colori e dei profumi della primavera e accarezzato da una brezza leggera. Questa è l’autenticità. L’assenza di posizione invece riguarda l’impossibilità di comparare il nostro essere più intimo e soggettivo con l’altro. Il fatto è che quando siamo noi stessi, autentici e spontanei, non stiamo intrattenendo un’immagine di noi che possa essere comparata con qualcosa o qualcuno. In questa grande spontaneità, in realtà, cessa di operare persino l’idea di un altro, e le azioni iniziano a fluire con grande naturalezza e senza doppi fini. Se allungo qualche moneta a un senza tetto, non ho bisogno di vedere nei suoi occhi un pietoso sguardo di gratitudine, a dimostrazione della mia presunta bontà. Semplicemente la mano fruga una tasca, e poi il braccio si estende per donare ciò che c’è da donare. Nel fare questo posso incrociare il suo sguardo da persona libera, e se invece di un grazie ricevo un vaffanculo, non fa nessuna differenza perché non l’ho fatto né per me né per l’altro: si è fatto da sé. Questa è l’assenza di posizione. È avvicinarsi all’altro senza doversi posizionare su una scala di valori che definisce chi è più o meno qualcosa; è essere liberi, e liberare l’altro dal nostro egoismo.

Ma allora perché questo insulto finale alla faccia dell’uomo libero e senza posizione? Non è un obbiettivo desiderabile? Non è ciò che stiamo cercando? Non è lo scopo stesso della meditazione e dello Zen? Il problema è che l’invito di Linh-chi a guardare e a riconoscere questo spazio di autenticità deve essere raccolto in modo diretto, con totale innocenza, e senza ragionamenti di sorta. Se questo invito ci porta a pensare, “che cos’è l’autenticità, e come faccio ad ottenerla?” abbiamo già perso il treno dell’adesso e ci siamo fatti avvolgere da una nube di pensieri auto-referenziali, preoccupati per me, la mia liberazione, il mio successo personale. Quando cerchiamo l’autenticità siamo quanto di meno autentico e spontaneo ci possa essere, così come quando cerchiamo di essere umili siamo quanto di più arrogante e pretenzioso ci possa essere. Se cerchiamo di diventare un uomo autentico e senza posizioni, allora ha ragione Linh-chi a dire che quell’uomo autentico e senza posizioni è veramente un gran pezzo di merda.  Ci sta derubando dell’autenticità che c’è già e che si manifesta senza sforzo quando semplicemente ci dimentichiamo di noi stessi. 

La meditazione e i mille espedienti di introspezione che possiamo applicare sono fatti per mettere in evidenza una realtà libera che si sta già dispiegando sul fondo della nostra coscienza. Ci aiutano a notare quando l’autenticità entra i nostri volti, e per qualche breve istante smettiamo di essere la nostra stessa caricatura e ci abbandoniamo all’evidenza di ciò che siamo sempre stati; vasti, aperti, liberi e sconfinati.

In questo scambio con Federico abbiamo esplorato in profondità alcuni aspetti fondamentali che riguardano l'esperienza diretta della meditazione, fra cui: l'assenza di sforzo e di intenzione, la spontaneità, e l'insorgere di un benessere gratuito che trascende ogni nozione di tempo e spazio.

Prossimi incontri online e in presenza

Ciclo di quattro incontri online - Giugno\Luglio

In questa serie di quattro incontri online vorrei presentare e approfondire alcune tecniche di esplorazione meditativa legate al respiro. L’intenzione è quella di utilizzare la respirazione consapevole per andare oltre all’illusione della separazione e per mettere in luce la dimensione libera della coscienza. I posti sono pochi. Preferisco limitare la partecipazione a 20 persone in modo da avere il tempo di confrontarmi con le problematiche e le domande di ognuno, quindi vi consiglio di iscrivervi il prima possibile.

Per iscriversi o per richiedere informazioni scrivetemi su: [email protected] 

Incontri online mensili per gli iscritti al canale Patreon

Il 23 Giugno, il 21 Luglio e il 18 Agosto, ci vediamo su Zoom dalle 20:00 alle 21:30 per degli incontri dedicati agli abbonati al canale Patreon. Condivideremo dei momenti di pratica guidata, esploreremo alcuni temi fondamentali della meditazione, e ci confronteremo con le domande di ognuno. Per partecipare basta abbonarsi al canale seguendo questo link. Il Canale offre anche un ampia libreria di contenuti per sostenere ed approfondire la nostra pratica meditativa.

Ritiro residenziale al Fienile (Montafia d’Asti) - 27-31 Agosto

Questo ritiro è un’occasione molto preziosa di dedicare cinque giornate intere all’esplorazione della meditazione e del nostro spazio interiore. Il contesto del ritiro sarà al contempo leggero e intensivo, bilanciando momenti informali con momenti di esplorazione approfondita. Ci sono meno di 20 posti quindi si consiglia a chi volesse partecipare di iscriversi al più presto. Per iscrizioni e informazioni sui costi e sul programma del ritiro scrivere a [email protected] 

Giornata di esplorazione meditativa a Pianezza (TO) - Domenica 28 Giugno

Per info e iscrizioni scrivere a Mariella: [email protected]